Perché il Mortaio e Pestello Rimane un Elemento Essenziale in Cucina
Un'esplorazione delle antiche origini del mortaio e pestello, delle variazioni culturali e della sua rinnovata rilevanza nella scena culinaria odierna.

Il mortaio con il suo pestello offre uno spunto utile per riflettere su ciò che rende duraturo un utensile da cucina. La sua funzione si riconosce facilmente: un recipiente contiene gli ingredienti, mentre uno strumento impugnato con la mano li lavora al suo interno. Spezie, erbe e altri aromi danno a questa semplice combinazione un posto nella preparazione del cibo. Il suo interesse, però, va oltre la descrizione del meccanismo. Usarlo avvicina chi cucina all'ingrediente e rende visibile il gesto, anziché racchiuderlo dentro una macchina. Questa immediatezza aiuta a comprenderne il fascino ancora attuale. Nel suo articolo per Saveur, Madison Trapkin collega la rinnovata attenzione per questo utensile all'interesse per esperienze più concrete e fisiche. La sua attrattiva non implica necessariamente il rifiuto di altre attrezzature. Può anche esprimere la preferenza per un particolare modo di partecipare a una specifica preparazione.
Definirlo un oggetto familiare non dovrebbe nascondere la varietà di storie raccolte sotto questo nome. Saveur colloca esempi antichi nell'Asia sudoccidentale e in Medio Oriente, per poi descrivere forme associate ad altre parti del mondo. In Messico si trova il molcajete; in Giappone il suribachi, caratterizzato da scanalature interne. L'articolo parla anche del dap dap della Papua Nuova Guinea e dell'imponente jeren mediorientale. Questi esempi suggeriscono una distinzione utile: riconoscere un principio comune non significa considerare gli oggetti intercambiabili. I nomi, le forme e i contesti conservano la loro importanza. Osservati insieme, raccontano una storia di adattamenti più che quella di un unico modello diffusosi senza cambiare. L'oggetto su un piano di lavoro contemporaneo appartiene a questo racconto più ampio, anche quando viene avvicinato attraverso un semplice gesto quotidiano in cucina.
Materiali e forme rendono questa varietà ancora più evidente. Gli esempi raccolti da Saveur comprendono argilla, granito, ottone e pietra vulcanica, con proporzioni e superfici differenti. Un modello thailandese in argilla viene presentato come utensile per pestare gli ingredienti, anche nella preparazione del som tum, piuttosto che come recipiente destinato in generale alla macinazione. Un oggetto contemporaneo ispirato al suribachi ha un interno scanalato ed è descritto in relazione a un pesto con frutta a guscio. Esempi così specifici sono più informativi dell'idea che ogni mortaio svolga altrettanto bene qualsiasi compito. Invitano a considerare il rapporto tra l'oggetto e l'uso per cui è pensato. Un recipiente può avere un aspetto familiare e, allo stesso tempo, esprimere un diverso modo di lavorare gli ingredienti. Comprendere questa differenza dà al progetto un significato che va oltre la sola decorazione.
Questo utensile porta con sé anche una riflessione sul lavoro artigianale. Il racconto di Saveur sul molcajete messicano descrive artigiani che lavorano la roccia vulcanica e colloca questa attività all'interno di una tradizione ancora viva. In altri esempi della selezione, progettisti contemporanei reinterpretano l'abbinamento tra mortaio e pestello attraverso materiali, forme e dettagli diversi. Continuità e invenzione possono così convivere. Un principio antico non deve necessariamente dare origine a un oggetto dall'aspetto antico, così come un'estetica nuova e riconoscibile non deve cancellarne la funzione. Anche per questo il mortaio con il suo pestello è interessante oltre l'impiego immediato. Può essere osservato come attrezzatura, come oggetto artigianale e come legame con uno specifico contesto gastronomico, senza che queste prospettive debbano escludersi a vicenda.
Un interesse affine per l'osservazione ravvicinata emerge nell'articolo di Jamie Feldmar per Saveur sui ricettari dedicati a singoli ingredienti. I libri presentati si concentrano su soggetti come cipolle, zucche, radicchio, olive e limoni. La loro idea organizzativa è una scelta di campo precisa: un ingrediente diventa il punto di partenza per un'esplorazione approfondita. Il confronto aiuta a comprendere il fascino di un semplice utensile manuale, pur trattandosi di strumenti con scopi diversi. In entrambi i casi, l'ampiezza non deve essere l'unica misura dell'interesse. Osservare da vicino un argomento circoscritto può far emergere distinzioni che una panoramica generale lascia sullo sfondo. Per chi cucina, questo può diventare un invito a prestare più attenzione a un ingrediente o a un metodo già conosciuto, senza dover costruire da zero un'intera collezione di attrezzature.
La scelta di un mortaio e del relativo pestello può quindi cominciare da una domanda sulle preparazioni che dovrà accompagnare. Gli esempi nella selezione di Saveur offrono punti di partenza concreti: pestare gli ingredienti, lavorare gli aromi oppure usare un recipiente scanalato per una preparazione specifica. Non dimostrano che un solo materiale o modello sia la soluzione migliore per ogni cucina. Considerare insieme il compito e la forma dell'oggetto è più utile che presumere l'equivalenza di tutte le versioni. Il suo interesse duraturo sta nell'incontro tra una funzione di base chiara e modi diversi di interpretarla. Il mortaio con il suo pestello continua a meritare attenzione perché dà una forma concreta a un gesto quotidiano e, al tempo stesso, permette di scorgere le tradizioni gastronomiche e le scelte progettuali che hanno contribuito a definirlo.
Fonti
The Mortar and Pestle Is the Timeless Kitchen Tool You Need · 12 ottobre 2026
5 Cookbooks That Go Deep on a Single Ingredient · 12 ottobre 2026
Testo aggiornato con descrizioni originali e più precise, mantenendo le fonti consultabili.